FINITO IL RESTAURO POST-SISMA VILLA AURELIA TORNA A VIVERE

Data: 11-07-2018

finito il restauro post sisma villa aurelia torna a vivere

 REGGIOLO. Nella serata di sabato scorso, giorno in cui Reggiolo ha ricordato il suo patrono San Venerio, si è tenuta la riapertura di “Corte Aurelia”, lo storico complesso rurale fortemente danneggiato dal sisma e situato sulla strada provinciale che collega Reggiolo a Novellara.


L’antica aia recuperata. L’ ampia aia antistante l’edificio ha ospitato la presentazione del volume “Tenuta Aurelia: Villa e corte Gonzaghesca” il quinto della collana “Reggiolo: Città d’arte de storia” (edizioni Lui Editore), curato da Franco Canova in collaborazione con Isabella Comin.

Il saluto del sindaco. Nel suo saluto, il sindaco Roberto Angeli che, sottolineando come la ricostruzione abbia rappresentato ancora una volta un’ opportunità per il recupero del patrimonio storico, artistico e culturale, ha spiegato che è prevista una convenzione con la famiglia Belloni, attuale proprietaria dell’edificio per poter usufruire in futuro di alcuni spazi della villa, tra i più importanti edifici del reggiolese. Sono intervenuti anche la consigliera regionale Ottavia Soncini, l’architetto Valentina Oliverio della Soprintendenza archeologia, belle arti di Bologna e le province di Modena Reggio Emilia e Ferrara, l’architetto Isabella Comin, progettista dell’intervento di recupero, il professor Franco Canova, storico e curatore del volume e il vice sindaco e assessore alla cultura del comune di Reggiolo Franco Albinelli.

La tenuta dei nobili. È stato Albinelli a ricordare come proprio in quel luogo nel luglio del 1472, stando a quanto riportato dallo storico luzzarese Rufo Paralupi, per otto giorni furono ospiti Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano insieme alla moglie Bona di Savoia, Borso d’Este duca di Ferrara, Lorenzo de’Medici, signore di Firenze e Giovanni Bentivoglio signore di Bologna, invitati dal marchese di Mantova Ludovico II Gonzaga che nell’agosto dello stesso anno accolse il figlio Francesco, cardinale di Bologna insieme ai poeti Angelo Poliziano, Muzio Aurelio Recordati (a cui l’edificio fu poi intitolato), l’architetto Leon Battista Alberti, Galeotto e Giovanni Pico della Mirandola.

L’intervento. Gli importanti lavori iniziati nel 2015 e condotti dalla ditta Bottoli di Mantova, hanno riguardato in particolare il ripristino del timpano sulla facciata, crollato insieme a parte delle coperture ma che ora, ricollocato, restituisce la tipica imponenza dei diversi possedimenti gonzagheschi del mantovano anche alla villa di Reggiolo al cui interno i diversi saggi effettuati purtroppo non hanno potuto restituire i decori e gli affreschi a causa dei numerosi rifacimenti.

Trai ritrovamenti si ricordano un pozzo, una scala interna, le colonne al primo piano e parte di una pavimentazione originaria. I lavori di recupero non si sono limitati al solo fabbricato principale ma anche ai rustici annessi e all’aia, valorizzando così in maniera integrale l’intera tenuta che nel secolo scorso fu centro di un’importante attività agricola e casearia.


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